Masque Milano, appunti #1.

Mercoledì 31 ottobre 2018 | ore 17.30 | amugà – biblioteca olfattiva | gioielli contemporanei.

Un omaggio ad Hemingway.

L’ultima creazione del brand – definita dalla mano di Fanny Ball: Sale Grosse per Frederic Malle, Armani Privé New York di Giorgio Armani, L’Interdit per Givenchy – è una spettacolare interpretazione del Vetiver che emerge come scolpito, in grado di esprimere le più peculiari qualità odorose di questa complessa quanto affascinante materia prima. Alessandro e Riccardo per raggiungere questo risultato hanno attinto dalla meravigliosa libreria di fragranze LMR (Laboratoire Monique Remy di Grasse) tutte le varianti disponibili di Vetiver:

«Abbiamo lavorato sull’equilibrio di tre diverse versioni:
– Vetiver di Haiti, legnoso, secco e speziato, con una leggera amarezza nell’apertura, che sposa perfettamente la nota di Rabarbaro.
– Vetiver di Java, più sporco, con toni fumosi e sfaccettature coriacee.
– Vetiver Heart, materiale fantastico, lavorato per dare una nota vetiver pulita e asciutta senza la parte terrosa; risultato di Idro distillazione seguita da distillazione frazionata per isolare il cuore.»

Un Vetiver puro e brillante quindi, che suggerisce un’atmosfera caraibica molto originale. Scena Terza, II Atto, (homage to) Hemingway è il tributo che il duo di creativi di Masque Milano conferiscono a questa materia prima, che diventa al contempo scenografia olfattiva del soggiorno cubano dello scrittore americano, ed intima meditazione interiore dell’autore di The Old Man and the Sea.

Fernanda Pivano, nell’introduzione al romanzo edito in Italia nel 1972 da Mondadori, ci dona l’immagine del grande scrittore in quei particolari luoghi, che gli furono di ispirazione per il romanzo che vinse il Premio Pulizer prima e il Nobel due anni dopo:

  • «A Cuba arrivai nei primi giorni di aprile (1952 ndr.), […] Poi l’autista Jean ci portò sulla spiaggia dove stava per approdare la Pilar con Hemingway in arrivo dalla pesca. Era una lunga, larga spiaggia dorata, bordata di palme e di banani, con un portile pericolante che si spingeva nel tiepido mare immobile e soltanto una capanna piantata a caso in mezzo all’insenatura. […] finché da molto lontano comparve un punto, e il punto si avvicinò, adagio, pareva sempre più adagio, e diventò una barca da alto mare e approdò al pontile, e scese lui, il Grande Saggio del Mondo, con la barba già bianca e i bermuda come sempre sorretti per miracolo sotto lo stomaco teso dal gin.»

La figura di Ernest Hemingway, che l’allora giovanissima Fernanda Pivano ci restituisce, diventa qui il Genius loci che raccoglie tutte le suggestioni indispensabili per ispirare la creazione di una fragranza coraggiosa come poche altre: sia virile che esotica, fresca e sapida come un ottimo cocktail, selvaggia forse nella sua eleganza, e che non nasconde una vena meditabonda ed aspra: l’anima dello scrittore, dove «Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri ed indomiti.»¹

Hemingway sapeva bene che quel breve romanzo era la cosa più bella che avesse mai scritto, e lo sapevano bene anche Alessandro e Riccardo quando hanno scelto di ispirarsi a questa mitica figura del nostro tempo. Essi sono riusciti, in questa ultima fragranza, a trasmettere l’intimità

dell’ispirazione che li ha mossi, rompendo gli schemi grazie ad una filosofia che con l’esotismo a cui siamo abituati non ha nulla da spartire: fiori bianchi, note di cocco e note di olio abbronzante…

Note di Testa:
Olio di zenzero fresco LMR, Rabarbaro.

Note di Cuore:
Vetiver Heart LMR.

Note di fondo:
Olio di Vetiver di Haiti LMR, Olio di Vetiver di Java – Distillazione Molecolare LMR, Olio di legno di Cedro, Olio di Patchouli – Distillazione Molecolare LMR, Cuoio.

Nota 1: Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare, Milano, Mondadori, 2017, p. 4.