CLASSIC & AVANTGARDE / Workshop

Giovedì 14 settembre 2017 | Ore 17 | Amugà, via Bartolomeo Ferracina n. 23 | Bassano del Grappa. 

In questa occasione Amugà ha avuto il grande piacere di ospitare due tra le figure più interessanti della “nuova” profumeria artistica: Philippe Neirinck & Spyros Drosopoulos. 

Workshop. 

Workshop, gratuito e aperto a chiunque: un’occasione che desse la possibilità di avvicinarsi ai veri creativi della profumeria artistica, per meglio intuire le dinamiche ideative e tecniche che sottendono ad un profumo. 

Promuovere un incontro con il pubblico in questa veste ci ha dato la possibilità di colmare quel vuoto che spesso circonda il mondo della profumeria artistica, rendendolo a torto distante e riservato a pochi appassionati e mondani. 

La nostra ragione è stata, innanzitutto, promuovere un appuntamento con il fine di approfondire che cosa preceda il risultato finale di una fragranza. Abbiamo ascoltato il racconto della genesi di un profumo: ciò da cui il profumiere muove i primi passi fino a giungere alla selezione delle materie prime che lo compongono; abbiamo compreso il punto di vista del creativo stesso sul perché quelle e non altre le scelte per esprimere l’intenzione sottesa. 

Gli aneddoti che i nostri ospiti ci hanno raccontato circa le sensazioni sul loro lavoro, raccolte in diversi luoghi e da persone diverse, ci hanno fatto capire quanto la percezione sia una definizione in primis culturale e poi, eventualmente, personale. Un’esortazione a riflettere riguardo a quanto, in fondo, siamo condizionati dalle nostre abitudini e dagli stereotipi dominanti. 

Infine, ascoltare il perché hanno scelto di lasciare questa traccia di sé nel mondo, potrebbe essere la definizione stessa di profumeria artistica: la necessità di esprimersi e raccontarsi mediante il proprio carattere e la propria esperienza e sensibilità, definendo un’idea di poesia, di sogno, di seduzione, di passione, e di ampliamento di orizzonti anche olfattivi. 

Mi sono perso a Parigi. 

Philippe Neirinck, parigino, il suo ufficio è in un palazzo che si affaccia su una piccola piazza, con al centro una statua: Place Saint-Georges, al IX arrondissement, ai piedi di Montmartre. 

Mi raccoglie appena uscito dalla metro; dopo tutto il campanello era proprio lì… ma io a Parigi mi perdo come in un bicchier d’acqua, non capisco se sto davvero percorrendola o è solo un ricordo. Cappotto, sotto solo una t-shirt, jeans e sneakers. Siamo in febbraio. L’impressione immediata è di un ex sessantottino, calmo nella sua sicura ricchezza, che pare rifugga. A cena: pollo, carote, purea, e il vino. Rosso ovviamente. Tutto selezionato da amici allevatori, tutto biologico. Lei una designer, intransigente a riguardo. Di ogni bottiglia mi informa della provenienza, del viticoltore, grande la curiosità di assaporare il terroir contenuto nel vetro. Ottimo! Salotto quasi sgombro, un fotomontaggio appeso al muro dietro al divano fatto da un amico importante, solo nuvole e cielo e luce, un Michelangelo contemporaneo senza figure umane, il paradiso? Giradischi: Miles, Coltrane, Kraftwerk, J.S. Bach. In misura amplificata, tutto ciò assomiglia alla stanza di uno studente universitario: libri, innumerevoli samples, dischi, oggetti vari, bottiglie di vino. Il disordine del tempo vissuto, incorniciato nell’eleganza del palazzo. Al piano di sotto l’ufficio, da cui Philippe preleva le materie prime che, assieme al Cote Rôtie “Coteaux de Tupin” domaine Jean Michel Stephan ed al “Coteaux de Bassenon”, assaggiamo alternando Vaniglia del Madagascar (sempre incredibile in essenza, lentissima l’evoluzione), l’Osmanthus, e la Lavanda. Sono le tre meno un quarto, taxi, io balbetto un saluto, ci abbracciamo e torno alla stanza. Io da grande voglio essere come lui. 

A casa mia. 

«Comporre profumi per me è un modo per esprimere me stesso, perciò penso al mio lavoro come a una forma d’arte. Qualche volta il messaggio è evidente, qualche volta un po’ più oscuro ma io parlo sempre al connoisseur che c’è in ognuno di noi! Quindi non siate sorpresi di quello che annusate, fidatevi fino in fondo del vostro naso!» Spyros Drosopoulos. 

L’abbiamo conosciuto nel 2014, a Firenze (Pitti Fragranze). Penso sia stato il primo anno per lui. Precedentemente insegnava neuroscienze all’università, in olanda. È stato ricercatore, e riguardo a tematiche circa l’apprendimento e la memoria può vantare numerose pubblicazioni su riviste. 

Oggi è un naso. Un autore che rivive le sue “doppie” origini nelle scelte olfattive. Otto estratti all’attivo. Otto rivelazioni che viaggiano dalla storia della pittura olandese del XVII secolo, al gelato al Lentisco che da piccolo gustava d’estate. È difficile immaginarlo piccolo, infatti Spyros è grande nel tracciare coordinate esotiche vicine e lontane. Capace di far convivere vertiginosi contrasti e nettissime cesure, egli propone piramidi tanto di rottura (Nooud) quanto tenere e romantiche (una è dedicata alla sua giovanissima figlia, Tindrer), senza mai abbandonare la personale cifra stilistica. Fragranze altamente definite, immediate, vibranti e seducenti. Sature di essenza cangiante, meritano l’attesa di qualche minuto per comunicare l’inarrestabile caleidoscopio di emozioni che esalano dalla pelle. Eppure egli è timido, introverso, di una gentilezza rara quanto la sua vena creativa. 

Gli è piaciuta moltissimo Bassano. Il giorno dopo l’evento è voluto rimanere, mi ha fatto un po’ compagnia in negozio mentre sistemavo il dopo festa, e poi ha visitato la città. Le 20.00 ancora non rientra, lo chiamo? …Mah. Non mi avranno mica rapito l’ospite? Torna tutto eccitato dalla visita al Castello degli Ezzelini, dove ha percorso il sentiero attorno alle mura aperto da poco. Era in uno stato di quasi concitazione nel descrivermi la sua esperienza per la città. Lo rapisco e lo porto a cena a casa mia: un caro amico. 

 

Edoardo

 

Foto di Vania Broccoli.

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